
A seguito dell\’entrata in vigore dell\’AI Act, l\’Ufficio Europeo per l\’IA ha concluso nel gennaio 2026 una serie intensiva di workshop e incontri con esperti, aziende e società civile per definire la prima bozza del Codice di Buone Pratiche (Code of Practice) relativo alla trasparenza dei contenuti generati dall\’IA. L\’obiettivo principale è fornire soluzioni tecniche e procedurali affinché i cittadini possano distinguere chiaramente ciò che è reale da ciò che è sintetico, in conformità con l\’Articolo 50 del regolamento.
Tecniche di Marcatura e il Dibattito sul \”Multi-Layering\”
Uno dei pilastri della discussione (affidato al Gruppo di Lavoro 1) riguarda le tecniche di marcatura (marking) e rilevamento (detection). Poiché al momento nessuna tecnica singola è ritenuta infallibile in termini di robustezza ed efficacia, la Commissione ha proposto un approccio multistrato (multi-layered), che combina diversi metodi come il watermarking digitale e l\’inserimento di metadati.
Tuttavia, questo approccio ha generato pareri divergenti:
- Settore Industriale: Molte associazioni di categoria e grandi aziende hanno espresso riserve, definendo la bozza troppo rigida e prescrittiva. Temono che obblighi eccessivi possano soffocare l\’innovazione e risultare tecnicamente difficili da applicare a determinate modalità, come il testo breve o la generazione in tempo reale.
- Società Civile e Accademia: Questi stakeholder supportano invece standard rigorosi per proteggere l\’ecosistema dell\’informazione e prevenire la manipolazione. Essi sostengono che solo soluzioni multistrato possano garantire la trasparenza richiesta dalla legge.
Deepfake e l\’Icona Comune Europea
Il secondo fronte di lavoro (WG2) si concentra sulla disclosure dei deepfake e dei testi generati dall\’IA che trattano temi di interesse pubblico. Il dibattito qui si è focalizzato sulla creazione di una tassonomia chiara (distinguendo tra \”generato da IA\” e \”assistito da IA\”) e sull\’introduzione di un\’icona comune a livello UE.
L\’idea è quella di un simbolo universale, accessibile e possibilmente interattivo, che permetta agli utenti di ottenere informazioni dettagliate sul grado di manipolazione del contenuto semplicemente cliccando o passandoci sopra con il mouse. Tuttavia, alcune aziende si oppongono a un\’icona obbligatoria, ritenendola un onere eccessivo e potenzialmente dannosa per l\’esperienza dell\’utente (il rischio della cosiddetta \”label fatigue\” o stanchezza da etichette).
Sfide Orizzontali: Accessibilità, Privacy e Sicurezza
Le discussioni hanno fatto emergere diverse sfide trasversali che l\’Ufficio per l\’IA dovrà sciogliere nella prossima bozza:
- Accessibilità: È stato sottolineato che le etichette devono essere inclusive, rispettando i criteri dell\’European Accessibility Act per non escludere persone con disabilità o minori.
- Privacy: La verifica dei contenuti non deve compromettere la riservatezza dei dati degli utenti. Sono state espresse preoccupazioni sia per i sistemi di verifica centralizzati (punto unico di vulnerabilità) che per quelli decentralizzati (potenziale esposizione di dati a più attori).
- Software Code: Si è discusso se l\’Articolo 50 debba applicarsi anche al codice software generato dall\’IA, con l\’industria che contesta tale applicabilità per motivi tecnici e di integrità del codice stesso.
I Prossimi Passi verso il Marzo 2026
L\’Ufficio per l\’IA ha confermato che i feedback raccolti tramite i workshop e le consultazioni scritte (concluse il 23 gennaio 2026) saranno fondamentali per la redazione della seconda bozza del Codice, la cui pubblicazione è prevista per l\’inizio di marzo 2026. Parallelamente, la Commissione sta preparando delle linee guida giuridiche per chiarire i termini più complessi, come la definizione esatta di \”deepfake\” e il concetto di \”prima esposizione\” del contenuto all\’utente.
L\’obiettivo finale rimane quello di trovare un equilibrio: garantire un alto livello di protezione per i cittadini europei senza imporre costi insostenibili che potrebbero frenare lo sviluppo tecnologico nel continente.
Fonte: https://digital-strategy.ec.europa.eu/en/news/working-groups-advance-discussions-transparency-obligations-under-article-50-ai-act (è possibile scaricare anche le copie dei verbali)

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