Sustainable Blue Economy Partnership: quarta Joint Transnational Call

Sustainable Blue Economy Partnership
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Sustainable Blue Economy Partnership: quarta Joint Transnational Call

La Sustainable Blue Economy Partnership ha attivato la quarta joint call transnazionale “Building a sustainable and innovative Blue Economy: mastering digital opportunities and fostering resilience”. Le pre-proposal devono essere presentate entro il 16 novembre 2026 alle ore 15:00 CET, mentre la scadenza provvisoria per le proposte complete è fissata al 14 giugno 2027 alle ore 15:00 CEST. Il budget complessivo a disposizione è 38,000,000 €.

La call mira a sostenere progetti transnazionali di ricerca e innovazione della durata di 36 mesi, che affrontino una delle quattro aree prioritarie indicate di seguito:

  • area prioritaria 1: transizione dei settori dell’economia blu verso la sostenibilità e l’autonomia strategica;
  • area prioritaria 2: gestione degli usi del mare attraverso lo sviluppo di approcci digitali e basati sugli ecosistemi;
  • area prioritaria 3: promozione di biorisorse blu sostenibili attraverso l’innovazione nella produzione e nella raccolta delle risorse marine;
  • area prioritaria 4: rafforzamento della resilienza delle comunità costiere attraverso infrastrutture e attività imprenditoriali.

Il 29 settembre si terrà un webinar informativo  sul bando. Dal 14 settembre al 13 novembre si svolgerà inoltre un evento B2B tra potenziali partner, pensato per mettere in contatto ricercatori, imprese e altri soggetti delle comunità marine e marittime interessati al 4º bando transnazionale congiunto del Partenariato. I partecipanti potranno organizzare incontri di 20 minuti per trovare un progetto a cui aderire o individuare partner per la propria proposta.

Ammissibilità delle proposte

I progetti presentati nell’ambito di questo bando cofinanziato devono fornire contributi orientati all’impatto per la trasformazione verso un’economia blu capace di garantire un futuro più resiliente e di contribuire al raggiungimento degli obiettivi di neutralità carbonica, seguendo un approccio basato sul percorso di impatto.

Nel bando si raccomanda che le proposte prendano in considerazione almeno due bacini marittimi europei e valutino l’impatto della proposta progettuale sui diversi bacini. Le proposte possono riguardare mari regionali europei quali il Mar Adriatico, il Mar Egeo, l’Artico, il Mare di Barents, il Mar Celtico, ecc.; tuttavia, i bacini marittimi raccomandati sono: il Mar Baltico, il Mar Nero, il Mar Mediterraneo, il Mare del Nord e l’Oceano Atlantico.

Il bando riunisce risorse finanziarie nazionali e regionali attraverso la partecipazione di 33 organizzazioni finanziatrici di 28 Paesi, insieme al contributo dell’Unione europea. Partecipano 25 Stati membri, 7 Paesi associati e 1 Paese terzo: Belgio, Brasile, Bulgaria, Croazia, Danimarca, Estonia, Isole Faroe, Francia, Georgia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Malta, Montenegro, Norvegia, Polonia, Portogallo, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Paesi Bassi, Tunisia, Türkiye e Ucraina. Il budget complessivo stimato è di circa 38 milioni di euro.

Per essere ammissibile, ciascun consorzio deve essere composto da partner ammissibili provenienti da almeno tre diversi Paesi partecipanti al bando e che richiedano un sostegno finanziario ad almeno tre diverse organizzazioni finanziatrici partecipanti al bando. Inoltre, i progetti devono coinvolgere almeno due soggetti giuridici indipendenti appartenenti a due diversi Stati membri dell’UE o Paesi associati a Horizon Europe, ammissibili al finanziamento dell’UE nell’ambito del bando per la (pre-) proposta. Sono ammessi partner autofinanziati, compresi partner provenienti da Paesi e/o regioni che non partecipano a questo bando cofinanziato, ma tali partner non contribuiscono al raggiungimento della dimensione minima del consorzio richiesta ai fini dell’ammissibilità.

I candidati sono fortemente incoraggiati a coinvolgere nella proposta gli stakeholder (ad esempio PMI, imprese, autorità, pubbliche amministrazioni, associazioni e organizzazioni della società civile), in qualità di partner o partner autofinanziati, conformemente alle normative nazionali/regionali. Il coinvolgimento degli stakeholder nei progetti di ricerca contribuirà a rafforzarne l’innovazione, la rilevanza per le politiche pubbliche e per la società e, in ultima analisi, l’impatto dei progetti.

Cosa è la Sustainable Blue Economy Partnership

Il Partenariato, composto da 32 Paesi, si impegna a promuovere, nell’ambito del programma di ricerca e innovazione Horizon Europe, soluzioni sostenibili per accelerare la transizione verde e digitale delle attività economiche negli oceani, nei mari e nelle aree costiere. L’obiettivo è rafforzare l’economia blu dell’Unione europea attraverso l’allineamento delle priorità di ricerca e innovazione a livello nazionale, regionale ed europeo.

La visione della Sustainable Blue Economy Partnership consiste nel:

  • progettare, orientare e sostenere una transizione giusta e inclusiva verso un’economia blu rigenerativa, resiliente e sostenibile;
  • favorire la trasformazione necessaria per conseguire, entro il 2030, un’economia blu climaticamente neutra, sostenibile, produttiva e competitiva;
  • creare, migliorare e preservare la salute degli oceani e il benessere sociale, ambientale ed economico delle persone entro il 2050.
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